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Crisi, ''passi avanti" ma non per eurobond. I leader dell'Ue: "La Grecia resti nell'euro"

 

24/05/2012


(REPUBBLICA.IT) – Bruxelles - A Bruxelles prende forma l'asse italo-francese. Nel vertice informale tra i leader Ue, Mario Monti e Francois Hollande si sono trovati spesso d'accordo sulle misure per uscire dalla crisi. Il premier italiano le elenca con chiarezza: investimenti pubblici finanziati con il project bond e la ricapitalizzazione della Bei. E ovviamente gli eurobond, sostenuti da molti paesi europei, su cui però la Germania punta i piedi.

E nel giorno delle polemiche per i piani 1 sull'eventuale uscita della Grecia dalla moneta unica, il vertice corre ai ripari e cerca, senza peraltro riuscirci, di rassicurare i mercati 2: giusto che rimanga in zona euro rispettando però le intese sottoscritte con l'Ue e Fmi. Nel frattempo la Germania ha accettato l'invito per il quadrilaterale con talia, Germania, Francia e Spagna che si terrà a Roma nel mese di giugno.

Il tavolo. I ventisette paesi hanno esposto le loro posizioni sulle obbligazioni europee e sulle varie opzioni possibili di mutualizzazione del debito, sui project bond e sulle formule per garantire la stabilità dell'eurozona come l'aumento del capitale della Bei per finanziari progetti dell'Ue e l'uso dei fondi strutturali. Decisioni fondamentali per la crescita che verranno prese "a breve termine, con il Consiglio Ue di giugno", ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Monti.

Eurobond. Il punto di vista di Francia e Germania sugli eurobond è totalmente diverso. "Certi paesi sono contrari ma non sono stato il solo a difendere gli eurobond". Lo afferma il presidente francese, François Hollande, al termine del vertice informale specificando che "per ora c'è l'idea da parte della Germania che gli eurobond possano solo essere un punto di arrivo, mentre per noi sono un punto di partenza. Rispetto comunque il parere di Angela Merkel  - prosegue il presidente francese - continuiamo a cercare un compromesso ma non ci siamo ancora".

Il presidente del Consiglio Ue, Herman van Rompuy, come Angela Merkel, non crede agli eurobond come soluzione alla crisi in corso dell'eurozona: "Ne abbiamo parlato solo nella parte specificamente dedicata ai progetti di lungo termine per approfondire l'unione monetaria ed economica", ha detto Van Rompuy, aggiungendo che nel vertice "nessuno ha chiesto che gli eurobond fossero immediatamente adottati. Per farlo ci vorrà del tempo".

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Bce Mario Draghi: "L'emissione degli eurobond ci sarà solo quando avverrà un'unione di bilanci, altrimenti tutto questo non ha senso".

Il premier Monti.  "Il fatto che il tema degli eurobond sia chiaramente sul tavolo e abbia consensi da parte di Paesi che sono e che non sono nella zona euro, come la Gran Bretagna, significa che la cosa si muove e credo che questo determinerà  aspettative nei mercati". A parlare è il premier Mario Monti, che sottolinea come la cancelliera tedesca sia "molto sensibile ai temi politici".

"Credo - aggiunge il presidente del Consiglio italiano - che la signora Merkel si renda perfettamente conto delle esigenze dei governi nazionali nei confronti dei cittadini". Un vertice dunque promettente, secondo Monti, che ha tutti i presupposti per aprire nuovi spazi di manovra dal punto di vista degli investimenti, sostenendo anche una politica di consolidamento di bilancio.

Capitolo Grecia. "Abbiamo discusso la situazione della Grecia: vogliamo che resti nell'euro". Lo riferiscono il premier Mario Monti e il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. Per la permanenza del governo di Atene è stato votato dai leader europei un documento. Il cancelliere tedesco ha ribadito che la Grecia ha il dovere di rispettare le misure di austerity previste dal memorandum sottoscritto per ottenere gli aiuti da Ue e Fmi.

Tobin tax. La Francia vuole l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie. Secondo Hollande "le risorse potrebbero essere utili per gli investimenti".

Bce. La Spagna ha sollevato la questione del "ruolo della Bce" che "deve essere più simile alla Fed" per favorire la crescita. La Francia ha inoltre proposto anche un ampliamento dello statuto della Bce.