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Affiliati alle cosche reggine, 6 arresti. C'è anche ex consigliere comunale

 

31/07/2012


(CALABRIAORA.IT) – Reggio Caalbria - E' in corso un'operazione dei carabinieri, della Dia e della Guardia di Finanza che stanno eseguendo due distinte ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Reggio Calabria, su richiesta della Dda, a carico di sei persone accusate di essere affiliate a cosche della 'ndrangheta. Insieme agli arresti, e' in esecuzione un decreto di sequestro preventivo di beni provento di attivita' illecite e riconducibili alle persone arrestate. Le operazioni relative agli arresti ed al sequestro di beni sono state denominate,  rispettivamente, 'Sistema' e 'Assenzio'. C'è anche un ex consigliere comunale di Reggio Calabria, Domenico Giovanni Suraci, di 44 anni, detto Dominique, tra le sei persone arrestate dai carabinieri nell'ambito dell'operazione disposta dalla Dda contro alcuni affiliati alla cosca De Stefano-Tegano della 'ndrangheta. Suraci era stato eletto con la lista Alleanza per Scopelliti collegata al candidato  sindaco, poi eletto, Giuseppe Scopelliti, attuale presidente della Regione Calabria. Suraci, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto l'appoggio elettorale delle cosche De Stefano e Tegano nelle elezioni comunali del 2007. Dalle indagini è emersa, inoltre, l'infiltrazione delle cosche nell'attività politica cittadina. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso in associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e corruzione elettorale, aggravati dall'avere favorito un sodalizio mafioso. È stata documentata l'infiltrazione pervasiva delle cosche nel settore della grande distribuzione alimentare, dell' intermediazione del credito e dell'imprenditoria edile, attraverso la complicità di personaggi ben inseriti nel contesto socio economico della città che hanno fatto da prestanome alle cosche. È stata fatta luce, inoltre, su un sistema di fallimenti e conseguenti acquisizione di punti vendita alimentari da parte di soggetti che hanno privilegiato, durante le procedure concorsuali, i fornitori legati alla 'ndrangheta. Carabinieri, Dia e Guardia di finanza hanno sequestrato beni per un valore  complessivo di 122 milioni di euro nell'ambito dell'operazione contro la 'ndrangheta fatta la scorsa notte a Reggio Calabria.
Il sequestro preventivo riguarda, in particolare, l'intero complesso aziendale ed il patrimonio di 15 imprese e di cinque trust, oltre a numerosi immobili. 
Una delle sei ordinanze di custodia cautelare eseguite a Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione 'Sistemà riguarda Giuseppe Rechichi, di 54 anni, l'ex direttore operativo della Multiservizi, società partecipata del Comune di Reggio. Rechichi è già detenuto perchè coinvolto in un'altra operazione fatta contro la cosca Tegano nell'aprile del 2011 da cui emerse il suo ruolo di referente del gruppo criminale all'interno della Multiservizi. Le indagini hanno accertato, in particolare, il rapporto tra Rechichi e l'ex consigliere comunale Suraci, anch'egli arrestato nell'operazione della scorsa notte. Rechichi avrebbe garantito a Suraci, riferiscono gli  investigatori, un importante apporto elettorale proprio in virtù del suo ruolo all'interno della Multiservizi. Sostegno che sarebbe stato assicurato sia attraverso le assunzioni nella Multiservizi, sia riguardo i lavori effettuati con l'utilizzo del personale e dei mezzi della
società. Dalle indagini emerso, tra l'altro che proprio alcuni giorni prima delle elezioni comunali del 2007 furono effettuate delle
assunzioni con cui si poneva fine alla procedura di stabilizzazione di 131 lavoratori della Multiservizi.