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Il dossier. Veterinari sotto attacco. L'altra faccia di una professione molto pericolosa
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02/08/2012
(QUOTIDIANOSANITA.IT) – Roma - È un
bollettino di guerra il documento elaborato dalla Sivemp (Sindacato italiano
veterinari di medicina pubblica) per fare luce sul fenomeno delle aggressioni
che i veterinari pubblici rischiano di subire ogni giorno. Percosse e tentativi
di gambizzazione, auto e case incendiate, minacce verbali e colpi di pistola
contro la porta, teste di capretto mozzate fatte recapitare nelle abitazioni
dei veterinari e i loro animali domestici uccisi da bocconcini avvelenati.
Non è un’esagerazione, a questo punto, dire che essere un veterinario pubblico
significa anche rischiare la vita. E quelli raccolti dalla Sivemp (31
aggressioni da luglio 2008 a luglio 2012, otto nei soli primi 7 mesi dell’anno
in corso) sono solo i casi segnalati tra gli associati sulla base delle denunce
presentate all’autorità giudiziaria o alle Asl. Il fenomeno, però, è molto più
ampio. Perché molte aggressioni avvengono in luoghi isolati e privati, in
totale mancanza di telecamere di sorveglianza o di personale addetto alla
sicurezza. Di conseguenza, privi di elementi probanti che sostengano la
denuncia, a cui quindi, nella maggior parte dei casi, si rinuncia a far
seguito.
Questo rende “impossibile” conoscere la reale l’entità del fenomeno o anche
farne una stima, spiega il vicesegretario della Sivemp, Zaccaria Di Taranto. Ma “dai
confronti con i colleghi, dalle preoccupazioni che essi espongono e dalle
segnalazioni che inviano al sindacato sappiamo che le aggressioni sono molto
più numerose e sempre più frequenti”, afferma.
I veterinari pubblici, quindi, hanno paura. Per questo la Sivemp, nelle scorse
settimane, si era scagliata contro il ministero della Salute, reo di avere
acconsentito nel 2009 a creare un Osservatorio ad hoc ma di avere poi disatteso
le promesse. L’Osservatorio, come spiega il segretario nazionale della Sivemp, Aldo Grasselli, si era ridotto a un gruppo di lavoro
su base volontaristica formato dalle organizzazioni di categoria che
ciclicamente presentavano al ministero la documentazione sulla casistica e le
proprie proposte e strategie per risolvere il fenomeno. E da parte degli uffici
ministeriali investiti del problema “non è mai arrivata alcuna risposta
concreta”, denunciava il Sivemp il 10 luglio scorso, annunciando al ministero
la decisione di lasciare il gruppo di lavoro in forma di protesta di fronte a
questa “inerzia offensiva”.
Proprio questa mossa ha permesso però al Sivemp di ottenere un primo segnale di
attenzione. Il 12 luglio, infatti, il ministro della Salute, Renato Balduzzi,
ha firmato il decreto di istituzione dell'Osservatorio sulle intimidazioni ai
veterinari di medicina pubblica. Un riconoscimento “almeno formale” alla
problematica evidenziata dai veterinari, ha commentato il segretario nazionale
Grasselli. Sottolineando, però, che “il vero lavoro inizia adesso e deve
portare ad atti risolutivi concreti".
Tra le proposte della Sivemp per contrastare il fenomeno, come spiega il
vicesegretario del Sindacato, Di Taranto, c’è l’avvio di una collaborazione con
il ministero dell’Interno e le Prefetture per programmare azioni di intervento
da parte delle forze dell’ordine locali. “Il primo passo da compiere –
sottolinea però Di Taranto – è quello di un salto culturale, sia tra i
veterinari, che devono essere incoraggiati a denunciare le aggressione e,
affinché questo avvenga, devono conoscere gli strumenti che hanno a
disposizione per la loro tutela. Sia tra le istituzioni e le forze dell’ordine,
che devono essere fortemente sensibilizzati su questo fenomeno ancora molto
sottovalutato e devono agire per garantire che le tutele nei confronti dei
veterinari pubblici siano effettive”.
La Sivemp propone poi la creazione di due fondi, “il primo per coprire le spese
legali che un veterinario deve sostenere a seguito della denuncia per
aggressione, il secondo per offrire al veterinario un risarcimento del danno
subìto, ad esempio nel caso in cui venga distrutta la sua auto. Tale
risarcimento sarà diverso e precedente a quello che comunque, in caso di
condanna dell’aggressore, il veterinario riceverà a seguito del pronunciamento
del giudice”. Le risorse per i fondi, spiega Di Taranto, “potrebbero essere
reperite senza ulteriori oneri per lo Stato semplicemente destinando a questo
scopo una quota minima dei versamenti da parte dei produttori previsti dal
decreto legislativo 194/2008 per il finanziamento dei controlli sanitari
ufficiali”.
Infine, per evitare che i produttori e gli allevatori possano mettere in dubbio
le competenze o la buona fede di un veterinario che esprime parere negativo
nell’ambito di un accertamento, la Sivemp chiede che in caso di contestazione
il veterinario sia affiancato da un altro collega. Una procedura che, secondo
Di Taranto, “eliminerebbe almeno parte delle tensioni che possono crearsi in
caso di segnalazioni di irregolarità e sequestri che i produttori spesso
contestano anche con reazioni violente”.
L’Osservatorio sarà convocato per la prima volta subito dopo la pausa estiva di
agosto. A presiederlo sarà il sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale, che in un messaggio inviato ai componenti
dell’Osservatorio il 19 luglio scorso assicura “il forte interesse che il
ministero della Salute ha nei confronti degli operatori di sanità pubblica
veterinaria impegnati a garantire elevati standard di sicurezza alimentare,
sanità e benessere animale. Nell’esprimere il senso della mia più alta stima
nei confronti dei medici veterinari di medicina veterinaria pubblica – scrive
ancora Cardinale nel messaggio – auspico una forte sinergia al fine di
consentire l’espletamento dei loro compiti in quelle situazioni di legalità
indispensabili per l’esplicarsi di una corretta ed efficiente azione di
vigilanza sanitaria sul territorio”. Un auspicio pienamente condiviso dai
veterinari.
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