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Tubercolosi, nessuna emergenza agli ospedali “Riuniti”
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11/10/2011
(SANITACALABRIA.IT)
– Reggio Calabria - Nessuna emergenza tubercolosi agli ospedali “Riuniti” di
Reggio Calabria. «Nessun allarmismo» rassicura così il direttore generale
dell’azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli”, Carmelo Bellinvia, dopo
il decesso, nel reparto di malattie infettive di una donna che aveva contratto
il virus della tubercolosi. Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi nel
reparto di “Malattie Infettive” del nosocomio reggino una ragazza affetta dal
virus dell’HiV è morta a causa del batterio della tubercolosi. La tubercolosi è
una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, i
sintomi principali si manifestano con tosse persistente e febbre alta. Secondo
le prime voci, un’infermiera del reparto avrebbe contratto la malattia e di
conseguenza l’allontanamento dal lavoro così come diversi dipendenti
ospedalieri infettati dalla malattia. Contattato telefonicamente il Direttore
generale dell’azienda “Bianchi-Melacrino-Morelli”, Carmelo Bellinvia,
confermando «la morte della donna immunodepressa a causa della tubercolosi» e
«l’allontanamento di un dipendente per aver contratto il batterio»,
tranquillizza tutti: «La situazione è sottocontrollo, stiamo facendo tutto ciò
che le leggi e linee guida ci impongono in casi del genere. Di conseguenza sono
state sottoposte a verifica altre quindici persone tra personale medico e
paramedico. Tra queste, quattro sono risultate positive al Mantoux test, una
prova diagnostica che dimostra l’avvenuto contatto del paziente col batterio
della tubercolosi o con la tossina iniettata, ma non prova lo stato della
malattia». Per questo motivo, i quattro risultati positivi al test, sono stati
sottoposti ad ulteriori accertamenti quali la radiografia del torace che «ha
escluso la presenza della fase infettiva della malattia e sono stati ritenuti
idonei a continuare la loro attività lavorativa. Non bisogna creare
dell’inutile allarmismo, siamo un ospedale e fatti del genere sono nella
norma». Bellinvia ribadisce che «non esiste alcun rischio per la salute dei
pazienti e dei visitatori dell’intero ospedale». La tubercolosi è una malattia
prepotentemente tornata in auge negli ultimi anni anche in Italia. In
particolare si sviluppa in soggetti che vivono in condizioni di scarsa igiene e
colpisce soprattutto immigrati clandestini. Risultare positivi al Mantoux test,
tuttavia, non significa affatto aver contratto la tubercolosi miliare, che
diviene tale in un caso su 10 colpendo in genere persone già immunodepresse.
Natia
Malaspina
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