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Inquinamento. I neonati pagano il prezzo maggiore, +450% il rischio di malformazioni
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21/10/2011
(QUOTIDIANOSANITA.IT) – Pechino
- “Le
fabbriche nella società industriale avanzata rilasciano molti agenti
inquinanti. Per lungo tempo abbiamo supposto che questo potesse avere
ripercussioni sulla salute dei neonati, sulle loro eventuali malformazioni.
Fino ad oggi non avevamo prove, ma ora possiamo dire senza dubbio che la
concentrazione di pesticidi e fumi di carbone è molto maggiore nella placenta
dei bambini nati con difetti del tubo neurale che negli altri.” A parlare è
Richard Finnell, docente di scienza della nutrizione e direttore della ricerca
sul genoma al Dell Children's Medical Center of Central Texas: i risultati di
cui parla sono quelli di uno studio delle università del Texas e di
Peking pubblicato su Pnas, che dimostra come gli agenti inquinanti
aumentino del 450% le malformazioni fetali.
Per giungere alla preoccupante conclusione i
ricercatori cinesi e statunitensi hanno analizzato la placenta di 80 bambini
affetti da anencefalia (assenza parziale o totale della volta cranica) o da
spina bifida (malformazione del midollo spinale che deriva dalla non completa
chiusura di una o più vertebre), nelle contee rurali di Shanxi in Cina. Ogni
volta che si presentava un nuovo caso di feto affetto da tali patologie, sia
che questo nascesse vivo o che morisse poco prima del parto, veniva selezionato
nello stesso ospedale un neonato che non avesse malformazioni congenite, la cui
placenta veniva usata come campione di riferimento. Quello che gli scienziati
ricercavano negli organi di questi bambini erano agenti inquinanti comuni come
pesticidi, solventi e prodotti della combustione di olio e carbone, ovvero di
quelle sostanze note ai biochimici come inquinanti organici persistenti (POP).
Gli scienziati hanno così trovato forti correlazioni tra le patologie descritte
e le alte concentrazioni nella placenta di alcuni idrocarburi che si trovano nel
carbon fossile o nel petrolio (detti idrocarburi policiclici aromatici): la
presenza di questi agenti chimici all'interno degli organi dei piccoli
pazienti, infatti, causa un aumento dell'incidenza della spina bifida di 3,7
volte rispetto al normale, e la percentuale nel caso anencefalia diventa
addirittura di 5,8 volte superiore nei bambini che presentano alte
concentrazioni di tali inquinanti.
L'incidenza di difetti del tubo neurale in Cina è molto
maggiore che in molti paesi occidentali. Inoltre, la politica di pianificazione
familiare del governo cinese garantisce che ci sia un grande controllo sui
neonati, anche rispetto alle loro condizioni di salute. Queste due
particolarità hanno reso il territorio il miglior candidato per questo tipo di
ricerca. “È uno straordinario esperimento naturale”, ha detto Finnell. “Sarebbe
stato molto più difficile condurre questo studio altrove, dove malformazioni di
questo tipo sono più rare, ma la ricerca è anche una buona opportunità per
aiutare la Repubblica cinese a diminuire il tasso delle malattie congenite. La
regione è piena di miniere, qui si bruciano grandi quantità di carbon fossile.
Molte persone posseggono cucine a carbone, i fumi si diffondono nell'aria, la
rendono nera. È facile comprendere perché questa situazione non può essere
ottimale per la crescita sana dei bambini”, ha commentato Finnell. Secondo il
ricercatore le condizioni della regione di Shanxi sono paragonabili a quelle
degli Stati Uniti di cento anni fa. Allora, infatti, malformazioni come anencefalia
e spina bifida non erano certo circoscritte alla Cina.
In particolare, secondo lo studio, sarebbero due i
pesticidi trovati in grandi quantità che comportano tali ripercussioni sulla
salute dei neonati. Uno è l'endosulfano, insetticida usato per il trattamento
di cotone, patate, pomodori e mele, proibito in Europa e negli Stati Uniti ma
non ancora nella Repubblica Cinese. L'altro è il lindano, un altro prodotto
usato in agricoltura e nell'allevamento, il cui utilizzo è stato limitato nel
2009 con una convenzione internazionale firmata a Ginevra, ma ancora non
ratificata dall'Italia. “I composti che abbiamo trovato – ha concluso Finnell –
sono tanto aggressivi da causare la morte cellulare, tanto che in alcuni sani
diventa addirittura difficile generare figli sani. Ad un livello basilare,
stiamo imparando che le cause ambientali, in alcune popolazioni e in
determinati periodi storici, causano problemi anche alla riproduzione della
specie.”
Laura Berardi
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