FIMMG

NOMENCLATORE TARIFFARIO REGIONALE: Il "Nomenclatore Tariffario" è uno strumento indispensabile per la conoscenza delle prestazioni erogabili dal Servizio Sanitario Regionale. Per una corretta e precisa prescrizione degli esami e delle visite erogabili dal Servizio Sanitario, è necessario averne una copia da consultare. Il file in formato Excel è disponibile per il download.

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA NUOVA RICETTA DEL SSN: Per chi non avesse ancora la guida per la compilazione della nuova ricetta del SSN, è disponibile per il download una copia (completa della codifica nazionale delle condizioni di esenzione dalla partecipazione alla spesa), in formato PDF.


11/08/2006 - Sanita' Calabria: approvato Accordo Integrativo Regionale MMG

Riguarda circa 3500 persone, fra medici di base, delle guardie mediche, dell'emergenza e della medicina dei servizi, l'accordo integrativo regionale dei medici di medicina generale, approvato dalla Giunta su proposta dell'assessore alla Salute, Doris Lo Moro. L'approvazione dell'accordo - si legge in una nota dell'assessorato diffusa dall'ufficio stampa della Giunta - segna una svolta, in Calabria, nel tipo di assistenza erogata ai cittadini ed è il punto di snodo di una politica mirata a dare risposte esaustive ai tradizionali e ai nuovi bisogni di salute. I profondi mutamenti dei profili demografici ed epidemiologici della popolazione intervenuti negli anni e caratterizzati dalla bassa natalità, dall'aumento della vita media e dall'incremento delle malattie croniche e degenerative impongono la necessità di adottare modelli assistenziali che garantiscano il superamento del modello a centralità ospedaliera e, contestualmente, il potenziamento del sistema di servizi sul territorio. L'accordo mira a una serie di obiettivi: riorganizza le cure primarie attraverso l'adozione di iniziative che consentono di orientare il cittadino lungo un percorso diagnostico-terapeutico programmato; elimina la domanda impropria, contribuendo a ridurre le liste d'attesa ed il ricorso inappropriato al pronto soccorso ed al ricovero ospedaliero; attua i programmi regionali di educazione e prevenzione sanitaria; introduce nuovi modelli associativi; incrementa l'informatizzazione degli studi dei medici di medicina generale, garantendo, nell'arco di un biennio, il collegamento con i centri di prenotazione unici aziendali. In particolare l'accordo siglato, mira a realizzare il piano regionale della prevenzione. Il medico di medicina generale rappresenta uno dei nodi fondamentali della rete territoriale che dovrà attuare, in sinergia con gli operatori sanitari attivi nei distretti, la prevenzione del rischio cardiovascolare, del carcinoma del colon retto, delle complicanze del diabete, degli screening dei tumori femminili e aumentare l'adesione della popolazione alle vaccinazioni con particolare riferimento agli anziani e ai soggetti a rischio". L'accordo prevede la creazione di un sistema efficiente di continuità assistenziale garantendo, grazie alla previsione della costituzione delle Unità territoriali di assistenza primaria, l'assistenza al cittadino 24 ore su 24 , sviluppando l'integrazione con gli altri operatori del servizio sanitario regionale (specialisti ambulatoriali, medici dei distretti, pediatri di libera scelta). Interagendo con il nuovo modello organizzativo di assistenza domiciliare integrata, approvato dalla Giunta regionale i 31 luglio scorso, inoltre, il medico di medicina generale, in collaborazione con l'Unità di valutazione territoriale potrà definire i piani assistenziali personalizzati per il proprio paziente, garantendo anche in equipe le cure palliative, come previsto dal piano varato 2 maggio 2006. "L'accordo, che riguarda un numero considerevole di professionisti - ha affermato l'assessore Lo Moro - realizza un altro tassello della riforma del servizio sanitario avviata in questo primo anno d'attività. Il ruolo del medico di medicina generale, al di là del riconoscimento economico, che ha il suo valore indiscutibile, viene esaltato e si inquadra nella progettualità dell'assessorato, per esempio per quanto riguarda il contributo all'abbattimento delle liste d'attesa o, ancora, nell'ambito della costruzione di un sistema di assistenza domiciliare integrata, che consideriamo due dei capisaldi della nostra programmazione".


13/04/2006 - Fimmg: no a SSN americanizzato

E' un Servizio sanitario nazionale 'americanizzato', che "costa sempre più ai cittadini" quello che, secondo la Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg), esce da cinque anni di Governo del Centrodestra. Viceversa, "serve una maggiore capacità di governare i processi della sanità, altrimenti il Ssn muore". Il bilancio della passata legislatura, da parte del segretario nazionale della Fimmg, Mario Falconi, è semplice. E' la legge sul fumo il provvedimento della Cdl in materia sanitaria che raccoglie il maggior consenso. "Una legge assolutamente condivisibile". Un altro riconoscimento, ai cinque anni di legislatura del Centrodestra, spiega Falconi, va all'incremento del Fondo sanitario nazionale. "Anche se la percentuale non è stata sufficiente a garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea)". Per il resto il quadro è a tinte fosche. "Sono aumentate le differenze lungo la penisola con l'introduzione della devoluzione. Le liste d'attesa sono quello che sono - incalza - nonostante le promesse fatte anche di recente. E poi - continua - in questi anni gli italiani sono stati costretti a mettere sempre più spesso mano al proprio portafogli". Il segretario nazionale della Fimmg sottolinea quindi il dramma delle famiglie che devono "affrontare da sole, senza alcun sostegno, l'assistenza di un parente non più autosufficiente". L'analisi di Falconi è semplice: "Ci siamo americanizzati". Insomma, nell'ultima legislatura "si sono persi cinque anni importanti, durante i quali poteva essere fatto qualcosa per innovare la sanità italiana". La conseguenza, per Falconi è "l'arretramento dell'Italia nella classifica stilata qualche anno fa dall'Organizzazione mondiale della sanità", secondo cui il Belpaese poteva vantare un lusinghiero secondo posto nella lista dei Paesi con il migliore servizio sanitario. Qual è, allora, la ricetta per il futuro, per il Centrosinistra che si appresta a governare nella prossima legislatura? "I politici devono imparare a governare. Perché si deve intervenire quando serve, senza aspettare l'irreparabile, altrimenti il Servizio sanitario 'muore"'. Falconi suggerisce le linee su cui il prossimo governo dovrebbe muoversi. "Innanzitutto riconvertire gli ospedali, diminuendo i posti letto per acuti e dando spazio invece alla medicina del territorio". Il segretario nazionale della Fimmg pensa a "medici reperibili h24, coadiuvati da specialisti ed equipe. Per non lasciare mai solo il cittadino. Ma per rendergli un servizio agile e snello e soprattutto vicino a casa propria". Ma soprattutto chiede un "potenziamento dell'assistenza domiciliare, e in strutture alternative alle abitazioni". La ragione è presto detta: "La popolazione italiana invecchia, e dunque una delle sfide del prossimo futuro è rappresentata da come si farà fronte alla questione della non autosufficienza. Cosa succederà - si chiede sconsolato Falconi - quando i tanti immigrati che ora prestano servizio di assistenza a prezzi contenuti cominceranno a pretendere salari in linea con quelli del mercato? Quel giorno - conclude - rischierà di saltare tutto il sistema del Ssn".(Doctor News, N° 69, 13/04/2006).


16/03/2006 - Falconi, sì a sciopero della ricetta. L'idea era nata dopo il caso dei 564 camici bianchi lombardi segnalati dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti per l'eccessiva prescrizione di farmaci

Rilancia la provocazione dello 'sciopero della ricetta' Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg (Federazione medici di medicina generale), e annuncia, nel corso di una conferenza organizzata ieri a Roma da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti dei malati, di proporla al prossimo Consiglio nazionale del sindacato. L'idea era nata dopo il caso dei 564 camici bianchi lombardi segnalati dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti per l'eccessiva prescrizione di farmaci, e usata come 'minaccia' per ottenere un incontro chiarificatore sulla vicenda con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. La provocazione è semplice e all'apparenza "efficace per creare disagio e denunciare così un sistema che non funziona", spiega Falconi. Ogni medico di famiglia dovrà individuare fra le liste dei propri assistiti 5 o 6 pazienti 'costosi'. Si tratta di malati spesso cronici che hanno bisogno continuo di farmaci, quelli che finiscono per gravare maggiormente sulle casse del Sistema sanitario nazionale. "Chiederemo ai medici - afferma Falconi - di cancellarli dalla propria lista ma di continuare ad assisterli gratuitamente, senza però prescrivere loro nessun farmaco, obbligandoli quindi a chiedere agli ospedali la ricetta". Uno sciopero che certamente causerebbe "disagio, anche molto pesante, con lo scopo di far ripensare completamente il sistema che oggi porta di fronte alla Corte dei Conti migliaia di medici che sforano i budget previsti". Obiettivo dimostrare agli assessori regionali che bisogna andare a soppesare anche la "qualità del servizio offerto dai medici di famiglia" e non valutare i camici bianchi esclusivamente "sulla base dei tetti di prescrizioni di analisi e farmaci", che "non tengono conto, per di più, del tipo di pazienti che ciascun medico assiste". Tanto che, secondo il segretario nazionale della Fimmg, non mancano i medici che hanno iniziato a depennare spontaneamente i pazienti 'più costosi' per evitare grane. (Doctor News, N° 49, 16/03/2006).


03/02/2006 - FALCONI ESCE DALL'UDEUR. A poche settimane dall'accordo si rompe il sodalizio tra il leader di Salute e Democrazia e Clemente Mastella.

"Ci dispiace, ma l'avevamo detto fin dall'inizio: se il movimento non avrà garanzie di poter incidere concretamente, attraverso propri rappresentanti, sulle scelte di politica sanitaria, ci riterremo liberi da ogni impegno. Purtroppo è andata proprio così". Mario Falconi, fondatore e leader del movimento Salute e Democrazia, spiega in questo modo la sofferta decisione di abbandonare l'alleanza con l'Udeur, il partito guidato da Clemente Mastella. "Avevamo riposto molte speranze in questa alleanza, nella sua possibilità di incidere nel nostro sistema sanitario per adeguarlo ai tempi e portarlo più vicino ai bisogni dei cittadini - precisa Falconi - ma l'approssimarsi delle elezioni politiche, con tutte le conseguenze che ciò comporta, ha evidentemente modificato le condizioni iniziali e ha impedito all'Udeur e al suo segretario di dare al movimento le garanzie che avevamo chiesto. Perciò abbiamo deciso di riprenderci per intero la nostra autonomia, naturalmente augurando all'Udeur e al presidente Mastella i migliori successi nella prossima competizione elettorale". Ma se si conclude questa alleanza, non si esaurisce affatto lo spirito con il quale è nato Salute e Democrazia. Anzi. "Questa esperienza è stata comunque molto positiva - spiega Falconi - perché ci ha permesso di conseguire numerosi risultati. Innanzitutto abbiamo verificato che tra i cittadini e i medici si è ricominciato a parlare in maniera costruttiva del sistema sanitario e di quali direzioni debba prendere. L'idea che la sanità debba essere uno degli snodi centrali della politica è passata e siamo stati incoraggiati ad andare avanti sia dai nostri assistiti sia dai colleghi che, numerosissimi, hanno risposto al nostro appello e sono pronti alle prossime battaglie. Inoltre, proprio come volevamo, l'iniziativa ha richiamato l'attenzione del mondo politico su questi temi e mi pare che le indicazioni programmatiche sulla sanità di diversi partiti siano molto vicine alle nostre proposte. Insomma "questa esperienza - conclude Falconi - ci ha rafforzato nella convinzione che abbiamo intrapreso la strada giusta. Adesso dobbiamo proseguire per rafforzare il movimento e il suo progetto, radicandolo stabilmente in tutto il territorio nazionale, liberi di partecipare, nelle forme che riterremo più opportune, a tutte le competizioni elettorali che ci aspettano".(Doctor News, N° 19, 02/02/2006).


09/01/2006 - Fimmg, nel 2006 la sanità fra le grandi opere.

La sanita' fra 'le grandi opere' da attuare in Italia nel 2006. Qualunque sia il colore politico che sarà al Governo. E' quanto vorrebbe "trovare sotto l'albero" Mario Falconi, segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg). Come regalo per l'anno che sta per arrivare, Falconi si augura quindi "finalmente un progetto serio, appropriato e compiuto del rilancio della sanita' pubblica a tutela dei cittadini, che risponda veramente all'articolo 32 della Costituzione, soprattutto per i piu' fragili e per i non autosufficienti". "Purtroppo - fa notare a riguardo - registriamo che quello che avevamo consolidato negli anni passati, e cioè una tutela per tutti, si sta trasformando in un sistema di tipo americano con un divario fra chi ha possibilità economiche e chi non ne ha". Secondo il 'numero uno' dei medici di famiglia, la sanita' del nostro Paese "va reingegnerizzata, essendo profondamente mutata la domanda di salute, per esempio quella che viene dagli anziani o dai non autosufficienti. E' necessario cioè - spiega - che la sanita' italiana, ormai aziendalizzata, faccia proprio come le industrie che o si adeguano alla domanda o falliscono. E per questo serve elaborare un 'nuovo piano industriale"'. I medici di famiglia si aspettano, dunque "che la medicina del territorio, al di la' delle parole e delle chiacchiere, venga rilanciata. La speranza - auspica Falconi - e' che si parli di eccellenza dovunque, in ogni segmento della sanita' italiana, e non solo per alcuni ospedali, come si fa oggi. Eccellenza, quindi, nell'assistenza domiciliare, negli studi dei medici di famiglia, nella specialistica ambulatoriale, nella guardia medica, nella pediatria, nell'università"'. Il rilancio della sanita' deve avvenire - secondo Falconi - in tutti i suoi segmenti, "che ci auguriamo facciano parte di un'orchestra, e non siano, come stiamo registrando, musicisti che suonano in solitudine, perchè il cittadino ha voglia e bisogno di vera continuità nell'assistenza". (Doctor News, N° 239, 06/01/2006).